Melanzane farcite con pecorino e pomodoro

Melanzane farcite con pecorino e pomodoro

La scorsa settimana ho ricevuto un regalo apprezzatissimo! I miei zii abitano in campagna e hanno un orto fantastico. È da una vita che ho la fortuna di mangiare cose genuine, i miei zii, i fratelli di mio padre, hanno sempre curato gli orti per la famiglia. Dopo che mio nonno morì si presero cura loro. C’era un gran ben di Dio. Pesche, prugne, fragole, zucchine, peperoni, melanzane, tantissimi pomodori e molto altro, sia d’estate che d’inverno. Ricordo che quando ero piccina era mio zio Illuminato ad aver preso il comando dell’orto del nonno. Da sempre una grande predisposizione per fare questo! Altro che pollice verde, direi tutto verde lui. Così lo seguivo nell’orto ed imparavo, aiutavo se potevo. Mi piaceva da matti raccogliere i frutti della terra! Fagiolini, pisellini, fave… Mamma mia quante cose!

Se gli portavo le coccinelle mi pagava 500 lire ognuna! Siiiii, altro che pesticidi! Noi andavamo a coccinelle!!!!!!! Così, facendo un’opera buona, salvavo qualche soldino.

In più c’era L’orto dello zio Felice, lui ha messo sempre tante cose, a volte anche particolari, gelsi, more, girasoli! Di tutto di più! Ora lo scettro è suo!

Alla morte del nonno fu mia nonna a tenere il pollaio per un po’, poi fu chiuso. Lo pulimmo così bene, era tornato uno splendido piccolo capanno! Nella parte dove non c’erano mai state le galline creai un mio rifugio con seggiolina, tavolino improvvisato con cassetta di legno e candele! Era il rifugio mio, di mia sorella Michela e di mia cugina Annachiara! Che bei tempi. Mi mancano tantissimo. Ma ho avuto una splendida è semplice infanzia, capace di tirare fuori in me tanti valori. Quindi grazie a nonni e zii!!!! Di cuore!!!!

Tornando a noi. Ecco le melanzane dello zio Felice e della zia Pina! Piccole, bellissime, striate e con molte spine! Maneggiare con cura!!!!

Hanno un gusto diverso dalle classiche scure. Sono molto buone!


Questa ricetta è molto semplice, pochissimi sani ingredienti e una facile preparazione, il risultato vi stupirà! Un gusto unico!

Ingredienti per 2 persone

2 melanzane striate piccole

2 pomodori maturi

Pecorino (io ho usato uno poco stagionato, fate a vostro gusto)

Sale, olio evo, origano fresco
Procedimento 

Lavate ed asciugate le melanzane, poi tagliatele a fette lasciandole attaccate al picciolo, così:

Salatele e oliatele poi fate cuocere in forno a 180º per circa 20 minuti, dovranno essere cotte bene.

Sfornatele e aspettate un attimo, non ustionatevi! Affettate sottile il pomodoro ed il pecorino, poi mettete tra le fette di melanzana una fettina di ognuno, così:


A questo punto non vi rimane che passarle in forno per circa 5 minuti in modo che il pecorino si sciolga!

Servite con origano fresco ed un filo di olio extravergine a crudo!

Buon appetito!

P.s. Seguitemi su Facebook alla pagina Eppur non c’è e fatemi sapere cosa ne pensate di questa ricetta!!!!!

La celiachia {secondo Silvia}

La celiachia {secondo Silvia}


Curiosavo sul blog e mi chiedevo quale fosse la ricetta più letta. Mi interessa capire i Vostri gusti, di Voi che mi seguite. Perché mi piace conoscervi e magari scambiare due battute, anche solo per commenti. È comunque un modo per sentirsi persone e non solo “sforna ricette informatizzato/utente”!!!

A volte mi scrivete per avere consigli culinari, altri di informazione generale sulla celiachia. Altre volte ci si confronta sulle condizioni della nostra “vita diversa”.

Perché in realtà lo è. Ci sono piccole questioni di importanza che vanno rispettate ogni giorno, richiede attenzione e dedizione la celiachia. Non perché la si ami ma perché fa parte di noi. Essere celiaci è essere nuovi. Inizia una nuova vita. Siamo posti davanti a nuovi ostacoli che riusciremo a superare con leggerezza!

In fondo non è altro che aumentare la nostra capacità di controllo, di sapere auto curarsi, per così dire, seguendo solo rigide regole quotidiane. Ed il gioco è fatto.

La celiachia per me è stato rendersi conto di potermi limitare, dire di no. Cose che per altre diete, le dimagranti, non ho fatto, rispettato e soprattutto, vissuto con quel senso di assoluto.

Quindi l’ho convertita da malattia, come la si può vivere all’inizio {soprattutto per l’effettivo calo di salute che provoca prima della dieta} alla mia nuova Forza. Il mio nuovo punto di forza sarebbe stato il mio punto debole fisico.

Sono rinata, come tutti voi.

Per questo condivido le mie ricette, perché trasmettano un senso di conforto a chi intraprende la nuova dieta e si sente spaesato.

Siamo in un era dove questa non può essere considerata una malattia. Ci sono mille aziende che producono di tutto, artigiani che hanno convertito le loro attività per sfornare delizie senza glutine. Hotel e ristoranti attrezzati. Bar che ti scaldano un croissant congelato al momento. Ho sentito chi si lamentava perché si trovano solo congelati. Scusate, ma credete che quelli con glutine siano freschi? In molti bar hanno solo del congelato!!! Quindi non vedo la differenza.

Ci sono una infinità di notizie ed informazioni su internet, ci sono migliaia di blog di ogni genere. Tutte persone che rendono questa “malattia” solo una nuova esperienza.

Ci sono le PERSONE. Sì perché, questa “malattia”, mi ha regalato molte persone. Persone che sono diventate amiche, e ci si sente per qualsiasi cosa! Sono nate amicizie, vere. Reali.

Se non fossi stata celiaca non le avrei conosciute probabilmente e pensate un po’ voi quanto avrei perso!  Poi uno dice, sì stavo bene anche se non mi veniva!!!! Eh certo!!!! Va bene accettarla con filosofia ma che cazz! Ma si, diamo peso alle vere malattie! E preoccupiamoci di non farci venire dei problemi consumando troppi prodotti pronti!!!! Ecco, questo è fondamentale!

Perché essere celiaci e fare la dieta senza glutine non vuol dire fare una dieta sana!

Svelato il Mistero Arcano di quelli che ti chiedono “ma come, sei celiaca e non sei magra?”

Sappiamo che i nostri prodotti sono spesso più calorici di quelli con glutine. Nei prodotti senza glutine usano spessissimo solo amidi, ricchi di zuccheri, e chissà quanti addensanti e grassi per tenere su impasti che sembrino normali.

Per questo il blog, per aiutarvi nella scelta delle farine e per usarle al meglio. Non perfettamente perché anche io imparo ogni giorno, come voi. Ma con 25 anni di nuova vita ed vero amore spassionato ed irrefrenabile per la cucina.

Sì, forse solo questo mi ha tolto la celiachia, la possibilità di diventare chef. Nel ’93 l’Alberghiero mi sconsiglió vivamente di frequentare quella scuola per rischi di contaminazione. E non c’erano corsi altrove! Chi sapeva cucinare quelle malghe di strane farine?

E invece io l’ho fregata di nuovo la celiachia! Ho trovato un modo di riscattarmi, battendola, ancora una volta! Il mio Blog.
Queste parole le dedico a voi che leggete, alle mie grandi amiche vere, che nonostante non siano celiache mi leggono, mi sostengono, provano le mie ricette convertendole loro!!! Alle amicizie nate grazie al blog. Colleghe bloggers! Alle persone che dedicano tempo personale a condividere informazioni tramite portali web.

Alla mia amica chef che mi ha sopportato per anni, ed ora mi legge e mi manda i complimenti. Un vero onore perché la stimo tantissimo.
Grazie!!!
Ah, ma lo volevate sapere qual’è la ricetta più cliccata?……. Quasi mi dimenticavo!

La spoja lorda!!!! La pasta ripiena tipica della mia Romagna! E viene letta anche all’estero!

Sono grata a voi per la vostra presenza.

Ciao, Silvia.

Il libro “Tutta un’altra pasta-la mia vita da chef celiaco, le mie ricette senza glutine-“

Se state partecipando alla #settimanasenzaprodottiglutenfree sapete già che la migliore ricetta fatta con prodotti naturalmente privi di glutine verrà premiata da me e da “Il Chef” Marcello Ferrarini con il suo libro “Tutta un’altra pasta-la mia vita da chef celiaco, le mie ricette senza glutine” Mondadori, ovviamente autografato e con la sua dedica!

 

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Io l’ho comprato il giorno che l’ho conosciuto virtualmente. Certo, di fama lo conoscevo già, ho seguito le puntate del suo programma in onda sul canale Gambero Rosso “Senza glutine, con gusto”, sapevo che era un emiliano, che era estroso, anche le sue giacche da chef fuori dall’ordinario lo fanno intuire a prima vista. I suoi piatti parlano da soli.

Quando ha risposto alla mia email dove gli chiedevo di partecipare alla mia iniziativa non potevo crederci, essere appoggiata da una persona così di talento e così in gamba mi ha riempito di orgoglio. Qualcosa di buono lo avevo fatto. Ho bussato alla sua porta con le mie idee e lui, con semplice umiltà, le ha accolte e condivise. Cosa chiedere di più?

Dopo qualche scambio di parole mi ha chiesto se avevo letto il suo libro ed ho ammesso subito che non l’avevo ancora fatto, così mentre scrivevo con lui su Whatsapp mi sono recata in una libreria e l’ho comprato seduta stante!!!!!!! Volevo immediatamente rimediare. E così ho fatto.

Mi aveva detto che sarei rimasta illuminata e nel mio caso, così è stato.

Inizialmente credevo fosse un ricettario, un libro che avrei voluto acquistare, ma nel caos delle mie idee non avevo tempo di studiare ricette altrui. Poi le sue parole mi hanno fatto capire che non si trattava di ricette e basta. Ma di una corrente di pensiero, un messaggio scritto dentro quel libro, da diffondere per giunta. Per cui non vedevo l’ora di leggerlo.

Avete presente quando si dice che nulla è per caso? Già… Appena sono arrivata a casa ho voluto iniziare subito la lettura e ho scoperto che si tratta di una biografia, una raccolta di momenti importanti di una persona che, come me, come tanti di noi, si è trovato ad un punto della vita con una diagnosi di una malattia ancora poco nota a quei tempi, a stravolgersi abitudini, e soprattutto, si è voluta reinventare. Scandita da ricette che lo hanno portato dove ora è.

Il punto è che anche io, come lui, ho sempre pensato alla celiachia come un punto di forza e MAI come ad una malattia. Trovare nel suo libro le parole che io avevo dentro è stato davvero illuminante.

Leggendolo capirete perché non è un errore quando scrivo IL CHEF! E’ il suo vezzo!

Io per ora mi reputo una mamma che ha avviato un blog ricco di idee con la voglia di diffondere la cucina sana e semplice (per quel che posso) al meglio che riesco a fare ogni giorno, ma non ho solo questo in serbo, ho mille idee e spero di concretizzarle.

La storia di chi, da solo, ha fatto il percorso fino ad arrivare in cima, così, come se nulla fosse, solo avendo chiare le idee e persistendo è bellissimo, anche io mi auguro di essere così determinata.

La lettura di questo libro ve la consiglio, che siate vincitori o no della #settimanasenzaprodottiglutenfree, penso che vi piacerà, la celiachia non deve sottomettervi, non è quello che a volte vogliono farci credere.

Abbiate fede e lavorate sodo, costruite intorno a voi un impero di positività.

Colgo l’occasione per ringraziare Il Chef Marcello Ferrarini per avermi sostenuta, ascoltata e consigliata.

Chi è un passo avanti ha il compito di dirigere gli altri. Chi è un passo indietro ha il dovere di imparare da chi ha davanti.

Grazie Marcello

Ciao a tutti, Silvia

FB

 

 

 

Mi presento.

silvia faraciCiao a tutti! Mi chiamo Silvia, sono celiaca e adoro cucinare, da sempre. Il mondo del senza glutine è difficile per chi, come me, ama la buona tavola, la ricerca continua di sapori e soprattutto… quando va al ristorante, assaggiare tutto! Questa cosa per molti anni è stata impossibile, io sono celiaca da quasi tutta la vita, da più di 20 anni ormai, mi definisco una pioniera del settore. Cresciuta con le prime merendine dure come il marmo, con tutto rispetto per chi le faceva, perché almeno qualcosa da mangiare c’era! Però, con gli anni,l’adolescenza, quando si andava a mangiare la pizza con i compagni di scuola ed io sempre insalata, le prime uscite da adulta che non sapevo mai cosa ordinare se non la classica bistecca alla griglia… Insomma. Volevo di più. Quel piatto che avevo davanti agli occhi, si… ma dell’altro commensale che avevo vicino.
Quindi ho detto basta! Lo voglio mangiare anche io! Negli ultimi anni devo dire che c’è stato un boom di negozi dedicati e la sensibilità dei ristoratori è aumentata per cui chiunque può veramente mangiare le repliche delle tanto sognate pizze al forno a legna, pasta fresca (forse) e altre prelibatezze (quasi). Diciamo che in media non ho mai trovato nulla di esaltante nei ristoranti che ho provato. In alcuni ho persino mangiato robe pronte della DS Schar! Ma scherziamo?!!?!? E’ come se i civili (io i non celiaci li chiamo così) vanno al ristorante a mangiare i tortelli Giovanni Rana!! Non esiste!  Morale della favola. Io in casa provo a rifare i piatti da me tanto sognati. Testo varie farine, perché non sempre tutto riesce a regola d’arte e, soprattutto, rivisito le ricette normali, riadattandole a queste strane farine che per fortuna abbiamo comunque a disposizione. 
Anni fa andai in Canada, lavorai in un pastificio normale, ma questa è un’altra storia di cui parlerò più avanti, dove ho provato a fare cibi senza glutine in un piccolo spazio a me dedicato. I preparati che abbiamo qui in Italia non li ho potuti trovare là per cui ho lavorato con materie prime di base. Per certi versi molto più sane, per altri purtroppo andavano ad influire negativamente sulla resa del prodotto. Ai Canadesi le cose sono piaciute e le ho vendute in pochissimo tempo. Nonostante non fossero all’altezza del mio tanto amato e mai raggiunto standard di qualità. L’uguaglianza alle cose..normali! Ora ci siamo quasi!!! Dopo anni e anni di prove, riadattamenti, mettici anche che i vari produttori di farina nel corso degli anni hanno modificato i loro prodotti, insomma. Io mi sento di aver raggiunto la pace dei sensi. La pasta fresca è buona, il pane viene con una bella crosta croccante. La pasta sfoglia ha mille foglie! Che altro desiderare dalla vita??? Per cui pancia mia celiaca fatti capanna!!! 

“Eppur non c’è” nasce durante un pranzo con cari amici che mi sono venuti a trovare e che non vedevo da tempo. Non essendo della mia regione e poco abituati alla pasta fresca fatta in casa li ho voluti omaggiare per il loro arrivo con un bel piatto di tortelloni alla ricotta. Erano molto entusiasti del pranzo e assangiandoli mi hanno chiesto “ma tu cosa mangi? questi???” come ad insinuare che fossero normali. Si, perché erano tutti “civili” (ma io per prassi faccio tutto senza glutine) per cui quando ho risposto che erano fatti da me e senza glutine mi hanno guardato e detto che non si sentiva la differenza “ma dai, sembrano fatti con la farina normale” ed io ho risposto semplicemente “eppur non c’è”. Questo è quanto! Spero che le mie ricette vi piacciano, le proviate e se mai riuscirò ad aprire il mio sognatissimo negozio di pasta fresca… vi aspetterò! Buon pranzo! Silvia