Amatriciana… di mare. Ricordi di Sicilia

Amatriciana… di mare. Ricordi di Sicilia


Molti anni fa, ormai 10, andai in viaggio in Sicilia. Mia mezza terra. Dalla parte di mio padre la famiglia è originaria della provincia di Trapani anche se ora sono residenti vicino a Bologna dal lontano 1956. Ma le radici sono radici.
E anni fa ho fatto un bellissimo viaggio nella terra di origine della famiglia.
Da un’idea di mio cugino Gianni, io e mia sorella abbiamo fatto i bagagli in tempo record ed in meno di due giorni ci siamo ritrovati tutti e tre in un posto bellissimo. Dopo 8 ore di macchina, 8 ore di nave siamo sbarcati a Palermo. Appena scesi abbiamo immediatamente capito dove eravamo! Come dicevano nel film “Johnny Stecchino”… il trafffffico è una piaga!!! ahahahahah è vero, confermo tutto (per vedere la scena del film cliccate qui, vale la pena!!)
Siamo scesi dalla nave da crociera-traghetto tutti belli rilassati e ci siamo catapultati nel traffico “palèmmitano”!!!
Dopo poco siamo usciti dalla città, direzione Ovest, verso Trapani. Destinazione: Alcamo! Ma come, non la conoscete? E sappiate che si divide in tre zone ben definite. Alcamo città, Alcamo Marina e Alcamo montagna. Ce n’è per tutti!!!
Non so perché ma l’idea di essere nella terra delle mie origini mi piaceva e mi sentivo molto entusiasta di vedere i posti dove erano cresciuti i miei nonni e nato mio padre.
Siamo stati a visitare molti luoghi attorno, indimenticabili. Erice, un piccolo borgo di lastricato (fa parte dei borghi più belli d’Italia), arroccato su di un monte, il monte Erice appunto. Si mangiano dolci fantastici. Ma non mettete scarpe dal fondo liscio o vi ritroverete a pattinare in discesa! Panorama mozzafiato. Così come Scopello. Posti da sogno che ammirano la riserva dello Zingaro. Una fetta di mare meravigliosa, come la località forse più nota da quelle parti, San Vito Lo Capo. Meglio dei Caraibi. Segesta, con i suoi templi costruiti dagli Elimi. Se percorrete l’autostrada che da Alcamo va verso Trapani vedrete il tempio sulla vostra sinistra. E’ incredibile, ma la sua grandezza rimarrà uguale nonostante vi avviciniate o allontanate! Bellissimo effetto ottico.
Ad Alcamo ci sono diverse cose da vedere, la bellissima piazza, la chiesa. Le strade strette dove, non so come, ci riescono a passare due macchine contemporaneamente. I clacson che suonano per avvisare che qualcuno sta per arrivare. Il calesse funebre. La processione che coinvolge tutta la città. Il carretto dei dolci appena fatti che fa il porta a porta ogni mattina e vende questo fantastico panino dolce ricco di zucchero a velo chiamato Millefiori (assaggiato nel 1987 quando non ero ancora celiaca).
In pieno centro il portone, ancora intatto, della casa di città dei miei nonni. Quando l’ho toccato mi sono commossa. Era solo stato riverniciato, ma era ancora l’originale.In quei giorni siamo stati ospiti di parenti di famiglia. Ho incontrato cugini di zia acquisita, loro, con quella meravigliosa famiglia fatta di donne meravigliose e dolcissime, ragazzi che ti fanno schiantare dal ridere, nipoti bellissime come fatine.
Da loro ho trascorso le giornate e soprattutto pranzi!!! Queste due sorelle di nome Fina e Franca sono due cuoche eccezionali e da loro ho mangiato, tra l’altro, una pasta buonissima condita con un sugo a base di melanzane, pomodoro e pesce spada. Freschissimo.
Oggi voglio riproporvelo, rivisitato alla mia maniera, anche perché non ricordo esattamente la ricetta purtroppo. Spero di esserne all’altezza…
Ha un sapore fantastico, la consistenza morbida delle melanzane cotte (un po’ soffritte) e la dolcezza del pomodoro. Il pesce spada non lo mangio molto spesso, direi una volta o due all’anno… però questo sugo va proprio fatto.
L’ho chiamato “amatriciana di mare” perché la carnosità del pesce spada e la consistenza del sugo ricordano un po’ quello dell’amatriciana. Una vera bontà. Facile da fare.
L’importante è la scelta degli ingredienti. Mi raccomando. Super fresco.

 


Ingredienti 

2 fette di pesce spada freschissimo

1 melanzana bianca (o quelle tonde viola chiaro)
1 barattolo di pomodorini pelati 
1 cipolla di Tropea
Olio extra vergine di Oliva
sale


Procedimento


Lavate ed asciugate la melanzana, tagliatela a fette e poi a dadini piccoli. 

(io non ho messo il sale per togliere l’amaro perché la melanzana bianca è dolce).
Tagliate la cipolla di Tropea a piccoli pezzettini fini, poi mettetela con abbonante olio Evo in una padella capiente, io ho usato la Wok.
Fate rosolare la cipolla per qualche minuto e salatela così non brucerà. Unite le melanzane, dovranno cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto, dovranno rosolare bene, fino a disfarsi. Una volta cotte bene le melanzane aggiungete i pomodorini che avrete schiacciato un po’ prima di versare. 
Salate. Aggiungete acqua, poco più di mezzo bicchiere.
Mescolate e cuocete per circa 10 minuti.
Tagliate il pesce spada a cubetti piccolini, poi unitelo al sugo e fate cuocere per circa 5 minuti. 
Tirate il sugo e fatelo addensare.

Si conserva in frigo per qualche giorno.

Potete congelarlo.

Buon appetito!


Pasta e fagioli rivisitata. Maltagliati al saraceno e fagioli cannellini

Pasta e fagioli rivisitata. Maltagliati al saraceno e fagioli cannellini




Credo che ormai avrete capito che sono una che ama rivisitare le ricette più classiche. Dare a loro un mio tocco.
Amo la tradizione, vedo che i piatti che rimangono nel cuore sono quelli che si mangiavano da piccoli. Quelli che al primo boccone ti fanno volare indietro nel tempo a quando la mamma o la nonna preparavano quella pietanza così semplice, ma così buona, che ti scaldano il cuore per tutta la vita.
Gli inglesi lo chiamano comfort food, proprio perché dona conforto.
Così, in una giornata uggiosa e fredda, dopo una settimana soleggiata che quasi mi ero illusa, ho avuto voglia di quel piatto caldo che mi scaldasse il cuore, ma anche un po’ le ossa!!! Con questa umidità ne avevo proprio bisogno.

Il classico che ho rivisitato oggi è la Pasta e Fagioli. Piace praticamente a tutti. Fa benissimo. Non ha stagioni. Conosce molte varianti e quella che vi propongo oggi è con una pasta fresca fatta con grano saraceno, perché mangiare i fagioli abbinati a cereali è un buon modo, se non il migliore, per assimiliate tutte le proprietà di queste meravigliose e salutari proteine vegetali. 

La ricetta della crema di fagioli è della mia mamma. Non l’ho mai menzionata nel blog perché non è stata proprio la mia musa ispiratrice in cucina. Come mamma divorziata ha dovuto lavorare e tanto, per cui io, da brava donnina di casa, l’ho aiutata cucinando e facendo quello che potevo già in età adolescenziale.
E lavorando tanto non si ha certo il tempo per cucinare chissà che. Ma quando si metteva ai fornelli, potete credermi, erano momenti magici! I suoi piatti sono ancora quelli che preferisco!
Come si suol dire… pochi ma buoni!

Questa versione di crema di cannellini l’ha fatta per la sua nipotina, va bene, ora che è nonna lasciamole il diritto di viziare la piccola!!!
Io aggiungo la pasta fresca e l’abbinamento è molto azzeccato, il grano saraceno, con il suo retrogusto un po’ amarotico, si sposa perfettamente con la dolcezza dei cannellini. Anche se i manfettini della mamma erano davvero il top!!!!!!!!!! Piccole e finissime chicche di pasta. 
Mi farò dare la sua ricetta e ve la posterò.
Per ora accontentatevi della mia versione!

Ingredienti per due persone

Per la crema di cannellini

250 gr di cannellini gia lessati
3 cucchiai di passata di pomodoro
1 spicchio di aglio
prezzemolo
olio EVO
sale

Per i maltagliati al saraceno

100 gr di farina di grano saraceno
80 gr di farina Pane di Anna
1/2 cucchiaio di olio
acqua tiepida circa 3 cucchiai
pizzico di sale

Procedimento per la crema di fagioli cannellini

Pulite lo spicchio di aglio, togliete il germoglio all’interno e tritatelo con un ciuffo di prezzemolo, mettetelo in una pentola con un filo d’olio, scaldate e buttate i cannellini lessati. Soffriggete per qualche minuto, aggiungete il pomodoro, circa 3 cucchiai e coprite abbondantemente con acqua. Aggiustate di sale e cuocete per circa 10 minuti.
Frullate con frullatore ad immersione lasciando però una parte di fagioli interi.
Si avrà una consistenza cremosa e una parte di fagioli a vista.

Per la pasta

In una ciotola mescolate le farine con olio, un pò di acqua ed il sale.
Mescolate ed impastate energicamente, aggiungete farina di Pane di Anna se troppo bagnato.
Lasciate riposare l’impasto per 10 minuti e poi tiratelo con matterello o con la macchinetta.

Fate le strisce sottili al punto 2, devono essere un po’ grossolane. Con un coltello fate delle listarelle e poi tagliatele perpendicolarmente. Devono essere imprecisi, sono i maltagliati! La dimensione di circa 1 cm o poco più, in cottura crescono un pò.

Buttate la pasta fresca nella crema di cannellini che bolle, basterà cuocere qualche minuto senza mescolare troppo.

Servite con un filo d’olio extravergine. 
Bon Apetit!


Pasta Gragnano al Pesto fluo di zucchine con panfritto all’aglio

Pasta Gragnano al Pesto fluo di zucchine con panfritto all’aglio

Non ho usato colorante, la foto non è ritoccata.
Verde fluo per questa pasta dal sapore primaverile e veramente leggera, senza lattosio e senza glutine. A chi interessa, è pure vegana. Non cucino mai vegano intenzionalmente, ma se un piatto lo è ci tengo a dirlo, così magari chi vuole prendere spunto può farlo.

Il segreto di un colore così? La cottura delle zucchine e l’aggiunta di una manciata di pisellini!
Visto che l’estate si avvicina molti di voi ci terranno a controllare le calorie, per cui ecco a voi un pesto molto leggero, digeribilissimo, adatto a grandi e piccini, basterà regolare l’aglio, anche se ha molte proprietà salutari, per cui.. a vostra discrezione.


Per questo piatto ho utilizzato i Fidanzati della Pasta Gragnano senza glutine, l’avete mai provata? Ha indubbiamente dei formati stupendi. A me non dispiace, ma è davvero particolare. I suoi formati si prestano alle preparazioni più d’effetto. Per cui se l’occhio vuole la sua parte… Ogni tanto  per cambiare si può fare!

Ingredienti per due persone

200 gr di Fidanzati di pasta Gragnano senza glutine.
2 zucchine scure
2 cucchiai di pisellini primavera surgelati
Olio Extra Vergine di Oliva
qualche foglia di basilico
sale

per il panfritto
1 ciabattina rustica Schar (o altro pane integrale)
coriandolo (o prezzemolo) fresco
1 spicchio di aglio
Olio Extravergine di oliva

Procedimento

Lavate e tagliate a tocchetti le zucchine, tuffatele in acqua bollente salata assieme ai pisellini.
Cuocete fino a che saranno appena morbide, scolate e passate sotto acqua fredda per bloccare la cottura. Andrebbero messe in ghiaccio ma non esageriamo!
Frullatele con un filo d’olio e le foglie di basilico.

Tritate il pane con aglio privato del germoglio e qualche rametto di coriandolo, lasciatelo un po’ grossolano. 
Passatelo in una padella calda con un filo di olio.
Se non vi piace molto che si senta l’aglio potete anche non tritarlo ma metterlo in padella senza pelarlo per poi toglierlo al momento di servirlo, insaporirà senza lasciare tracce.

Cuocete la pasta in abbondante (molto abbondante per questa marca) acqua salata, rimarrà un po’ al dente. Scolatela e conditela con il pesto.

Servite con una generosa spolverata di panfritto.

Buon appetito

Tagliolini rossi al burro e capesante saltate

Tagliolini rossi al burro e capesante saltate

Se avete fatto la pasta fresca alla rapa rossa e vi è avanzato un po’ di impasto provate questi tagliolini e farete un figurone.
La ricetta per l’impasto la trovate qui.


Ingredienti per due persone

taglioni di pasta fresca alla rapa circa 80 gr a persona
6 capesante fresche
germogli di porro (o di ravanello)
1 bustina di nero di seppia
olio EV
sale e pepe
Burro 

Procedimento

Stendete la pasta fresca con la macchinetta a spessore 3, altrimenti si rompe, cercate di fare strisce della stessa lunghezza e dai bordi eliminate i ritagli sfrangiati, avrete tagliolini interi e non briciole.
Lasciate asciugare la pasta.
Potete arrotolarla in matassine e congelarla, altrimenti cuocerla il giorno stesso.

Dato che il tempo di cottura di tutto richiede pochi minuti vi consiglio di procedere prima preparando il piatto da portata.
Aprite una bustina di nero di seppia e mettetelo in una ciotolina, intingete un pennello da cucina e passatelo sul piatto dove servirete i tagliolini.
Lavate i germogli di porro ed asciugateli con carta assorbente.

Portate a bollore l’acqua in una pentola capiente, circa 1 lt per hg di pasta. 
Pulite le capesante, io tolgo anche la parte corallina e il piede del mollusco, asciugatele con carta assorbente. In una padella scaldate un filo di olio EVO e fatele rosolare per circa 1 minuto e mezzo per lato.
In una padella sciogliete il burro, circa 3 cucchiai, non fatelo bruciare.

Salate l’acqua e buttate i tagliolini che verranno a galla quasi subito, prelevateli con il mestolo da spaghetti e scolateli poi passateli nel burro e serviteli immediatamente.

Potete aggiungere una grattatina di buccia di limone non trattato.
Bon apetit!

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