Fishcake di sogliola e patate

Fishcake di sogliola e patate


Ideali per piccini ma piaceranno anche ai grandi, anzi, andranno a ruba! Per cui fatene tanti!!! 
Fish cake, tortini di patete e pesce. Deliziose!

Ingredienti per 6 cakes

3 patate medie bollite
1 sogliola sfilettata
1 spicchio di aglio
1/2 cipolla rossa
qualche foglia di basilico
un po’ di prezzemolo
1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
sale
olio extra vergine di oliva
1 cucchiaio di fecola o amido di mais
1 noce di burro per cuocere

Procedimento

Fate cuocere le patate fino a che non saranno tenere. Scolatele e schiacciatele nel passapatate.
Prendete i filetti di sogliola e cuoceteli in padella con un filo d’olio e un pizzico di sale.
Una volta cotti metteteli con le patate e schiacciate tutto con una forchetta.
Aggiungete uno spicchio di aglio tritato, un mix di prezzemolo e basilico tritato, se gradite aggiungete cipolla rossa di Tropea, un cucchiaio di olio extra vergine ed un pizzico di sale.
Amalgamate bene e poi aggiungete un cucchiaio di fecola e procedete con le mani a formare le fishcake. Formate delle palline, poi schiacciatele delicatamente, passatele nella fecola e fatele cuocere in padella calda dove avrete messo una noce di burro.
Aspettate che siano dorate e poi giratele, cuoceranno circa 2 minuti per lato.
Servite calde e gustate subito!!!
Buon appetito
Silvia

Amatriciana… di mare. Ricordi di Sicilia

Amatriciana… di mare. Ricordi di Sicilia


Molti anni fa, ormai 10, andai in viaggio in Sicilia. Mia mezza terra. Dalla parte di mio padre la famiglia è originaria della provincia di Trapani anche se ora sono residenti vicino a Bologna dal lontano 1956. Ma le radici sono radici.
E anni fa ho fatto un bellissimo viaggio nella terra di origine della famiglia.
Da un’idea di mio cugino Gianni, io e mia sorella abbiamo fatto i bagagli in tempo record ed in meno di due giorni ci siamo ritrovati tutti e tre in un posto bellissimo. Dopo 8 ore di macchina, 8 ore di nave siamo sbarcati a Palermo. Appena scesi abbiamo immediatamente capito dove eravamo! Come dicevano nel film “Johnny Stecchino”… il trafffffico è una piaga!!! ahahahahah è vero, confermo tutto (per vedere la scena del film cliccate qui, vale la pena!!)
Siamo scesi dalla nave da crociera-traghetto tutti belli rilassati e ci siamo catapultati nel traffico “palèmmitano”!!!
Dopo poco siamo usciti dalla città, direzione Ovest, verso Trapani. Destinazione: Alcamo! Ma come, non la conoscete? E sappiate che si divide in tre zone ben definite. Alcamo città, Alcamo Marina e Alcamo montagna. Ce n’è per tutti!!!
Non so perché ma l’idea di essere nella terra delle mie origini mi piaceva e mi sentivo molto entusiasta di vedere i posti dove erano cresciuti i miei nonni e nato mio padre.
Siamo stati a visitare molti luoghi attorno, indimenticabili. Erice, un piccolo borgo di lastricato (fa parte dei borghi più belli d’Italia), arroccato su di un monte, il monte Erice appunto. Si mangiano dolci fantastici. Ma non mettete scarpe dal fondo liscio o vi ritroverete a pattinare in discesa! Panorama mozzafiato. Così come Scopello. Posti da sogno che ammirano la riserva dello Zingaro. Una fetta di mare meravigliosa, come la località forse più nota da quelle parti, San Vito Lo Capo. Meglio dei Caraibi. Segesta, con i suoi templi costruiti dagli Elimi. Se percorrete l’autostrada che da Alcamo va verso Trapani vedrete il tempio sulla vostra sinistra. E’ incredibile, ma la sua grandezza rimarrà uguale nonostante vi avviciniate o allontanate! Bellissimo effetto ottico.
Ad Alcamo ci sono diverse cose da vedere, la bellissima piazza, la chiesa. Le strade strette dove, non so come, ci riescono a passare due macchine contemporaneamente. I clacson che suonano per avvisare che qualcuno sta per arrivare. Il calesse funebre. La processione che coinvolge tutta la città. Il carretto dei dolci appena fatti che fa il porta a porta ogni mattina e vende questo fantastico panino dolce ricco di zucchero a velo chiamato Millefiori (assaggiato nel 1987 quando non ero ancora celiaca).
In pieno centro il portone, ancora intatto, della casa di città dei miei nonni. Quando l’ho toccato mi sono commossa. Era solo stato riverniciato, ma era ancora l’originale.In quei giorni siamo stati ospiti di parenti di famiglia. Ho incontrato cugini di zia acquisita, loro, con quella meravigliosa famiglia fatta di donne meravigliose e dolcissime, ragazzi che ti fanno schiantare dal ridere, nipoti bellissime come fatine.
Da loro ho trascorso le giornate e soprattutto pranzi!!! Queste due sorelle di nome Fina e Franca sono due cuoche eccezionali e da loro ho mangiato, tra l’altro, una pasta buonissima condita con un sugo a base di melanzane, pomodoro e pesce spada. Freschissimo.
Oggi voglio riproporvelo, rivisitato alla mia maniera, anche perché non ricordo esattamente la ricetta purtroppo. Spero di esserne all’altezza…
Ha un sapore fantastico, la consistenza morbida delle melanzane cotte (un po’ soffritte) e la dolcezza del pomodoro. Il pesce spada non lo mangio molto spesso, direi una volta o due all’anno… però questo sugo va proprio fatto.
L’ho chiamato “amatriciana di mare” perché la carnosità del pesce spada e la consistenza del sugo ricordano un po’ quello dell’amatriciana. Una vera bontà. Facile da fare.
L’importante è la scelta degli ingredienti. Mi raccomando. Super fresco.

 


Ingredienti 

2 fette di pesce spada freschissimo

1 melanzana bianca (o quelle tonde viola chiaro)
1 barattolo di pomodorini pelati 
1 cipolla di Tropea
Olio extra vergine di Oliva
sale


Procedimento


Lavate ed asciugate la melanzana, tagliatela a fette e poi a dadini piccoli. 

(io non ho messo il sale per togliere l’amaro perché la melanzana bianca è dolce).
Tagliate la cipolla di Tropea a piccoli pezzettini fini, poi mettetela con abbonante olio Evo in una padella capiente, io ho usato la Wok.
Fate rosolare la cipolla per qualche minuto e salatela così non brucerà. Unite le melanzane, dovranno cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto, dovranno rosolare bene, fino a disfarsi. Una volta cotte bene le melanzane aggiungete i pomodorini che avrete schiacciato un po’ prima di versare. 
Salate. Aggiungete acqua, poco più di mezzo bicchiere.
Mescolate e cuocete per circa 10 minuti.
Tagliate il pesce spada a cubetti piccolini, poi unitelo al sugo e fate cuocere per circa 5 minuti. 
Tirate il sugo e fatelo addensare.

Si conserva in frigo per qualche giorno.

Potete congelarlo.

Buon appetito!


Branzino all’aglio con millefoglie di melanzane e patate croccanti

Branzino all’aglio con millefoglie di melanzane e patate croccanti




La ricetta di oggi è una croccante millefoglie di patate e melanzane, potete farla anche solo di melanzane, sarà buona comunque. L’ho accompagnata con una salsina di yogurt aromatizzata alle erbe aromatiche. Il pesce, freschissimo, è un branzino pescato.  Non ho voluto stravolgere il suo sapore delicato per cui ho fatto una cottura semplice. Il suo sapore era buonissimo.
Le cose semplici sono le più buone…


Ingredienti per due persone


1 branzino

3 spicchi di aglio
Olio Extra Vergine di Oliva
sale grosso

Per la millefoglie

1 melanzana viola grande
2 patate medie di uguale misura (io ho usato le patate fresche dalla buccia sottile così si può mangiare)
1 confezione di yogurt greco
erba cipollina
menta
prezzemolo fresco
olio EVO
sale

Procedimento


Lavate molto bene patate e melanzane ed asciugatele.

Tagliate la melanzana per il lato corto e fate fettine dello spessore di 3 mm. Io ho usato l’affettatrice.
Fate cosi anche per le patate, senza sbucciarle, ma tagliatele per il lato lungo.
Prendete una teglia e disponete le melanzane senza sovrapporle (altrimenti rimarranno umide), spennellatele con olio e un po’ di sale. Cuocete in forno ventilato a 180° per circa 10 minuti, controllate che non si secchino. Io ho fatto 2 infornate.
Fate così anche le patate, cuocetele a 200° ventilato, per circa 12 minuti, dovranno essere belle croccanti.
Abbassate la temperatura del forno a 180°  e mettete il branzino, io l’ho condito con 3 spicchi di aglio leggermente schiacciati e non pelati, nella pancia del branzino, sale grosso e olio sopra. Cuocete per circa 12/15 minuti a seconda della grandezza. La pelle si deve staccare bene. 
Mescolate lo yogurt con erba cipollina tagliata fine e un trito di menta e prezzemolo, due gocce di olio e un pizzico di sale.

Per la millefoglie fate così, disponete sul fondo del piatto un pochino di salsa, così non si sposterà. Mette due foglie di melanzana, un po’ di salsa, due patate, melanzane e ancora salsa. Continuate così per le volte che preferite. 

Servite con il filetto del pesce pulito e con lime ed olio Extra Vergine di Oliva.




E’ arrivata l’estate, tutta in una volta!
Ho tirato fuori i miei piatti estivi colorati e quelli bianchi e blu che ricordano il mare, qualche isola del sud, o magari la Grecia. Accanto ci sono le tovaglie che parlano di sole, fiori di frangipane e mangiate fuori. Il servizio di bicchieri da thé freddo è pronto e attende solo che nel portaghiaccio siano fatti i cubetti con la frutta dentro, piccoli bonbon che brillano dentro a ghiaccioli insoliti. Il vassoio più grande per portare in processione tutte le cose per apparecchiare fuori in giardino l’ho tirato giù dal pensile più alto.
Tutto è pronto. 
Basta poco per sentirsi in vacanza, una cena in terrazza o in giardino danno all’animo una leggerezza particolare, sai dentro di te che non sei in ferie, ma solo il fatto di non mangiare chiuso in casa fa stare meglio per davvero. Capita anche a voi?
Con la nuova stagione arrivano altri ortaggi e verdure che attendevo con ansia. Melanzane di tutte le forme e diversi colori. Pomodori di mille colori, questi sono fantastici. Sono stupendi e spero di avere la fortuna di assaggiarli nella loro bellezza. Peperoni, zucchine. Per non parlare della frutta. Un tripudio di colori, profumi ma soprattutto sapori.

Se potessi vivere nel posto dei miei sogni mi immagino in una grande città tipo Barcellona, o Toronto (una l’estremo dell’altra direi…) vorrei poter fare la spesa in un mercato multietnico, di quelli che ci puoi veramente trovare di tutto, verdure e frutta freschissime e milioni di spezie da tutto il mondo.

A volte sogno ad occhi aperti e mi vedo girare un posto così con il mio cestino sotto al braccio. Fa molto francese!!!

Buon appetito
Silvia

MIni Spiedini di pesce con insalata mista fresca e grigliata

MIni Spiedini di pesce con insalata mista fresca e grigliata



Ingredienti per 4 persone

8/10 spiedini grandi (da spezzare in due)

2 pomodori da insalata
1 peperone giallo
4 cipollotti freschi
insalata riccia
burro aromatizzato all’aglio e prezzemolo
prezzemolo, menta, origano freschi
olio EVO
sale
panini all’aglio caldi (qui la ricetta)


Procedimento


Scaldate una bistecchiera antiaderente, versate un filo di olio in uno scottex e strofinatelo sulla bistecchiera. Grigliate il peperone (fatto a spicchi) e i cipollati (tagliati in due).

Lavate insalata e pomodori e tagliateli grossolanamente.
Togliete dalla cottura i peperoni e cipollotti, dovranno essere solo leggermente grigliati, manterranno la loro croccantezza ma saranno più dolci.
Prima di unirli alle altre verdure fateli raffreddare un attimo, poi affettateli.

Adesso grigliate gli spiedini, spennellati di olio e con un filo di sale, dovranno cuocere circa 5 min per lato.

A cottura ultimata mettete fettine di burro aromatizzato all’aglio prezzemolo e serviteli adagiati sopra al mix di verdure e mettete al centro della tavola la teglia di panini all’aglio appena sfornati o scaldati! Andranno a ruba!



Molte volte capita di non sapere come fare o rifare le stesse cose che mangiamo abitudinariamente. 
Oggi vi propongo un piatto che ho già fatto, gli spiedini di pesce misti ma in una versione da buffet, da pranzo leggero.
L’idea di oggi è di fare dei piccoli spiedini misti di gamberi e seppie, oppure prendere quelli grandi e, una volta cotti spezzarli in due (così sarà più semplice cuocerli).
Servirli con una bella insalata mista fresca e ricca di colori e sapori estivi.
Il brunch di oggi quindi prevede questi piccoli spiedini, un mix di verdure, alcune crude e altre cotte ed il tutto accompagnato da buoni e croccanti panini all’aglio, piccoli bocconcini da staccare e mangiare ancora caldi.



Easy and Chic, vero? Cibo sano e buono.


Ciao a tutti!


Zuppetta di pesce easy & Chic

Zuppetta di pesce easy & Chic



Ingredienti per 4 persone

4 seppie medie

4 calamari
200 gr di mazzancolle
1 coda di rospo
1 sogliola
prezzemolo
1 spicchio di aglio
2 pelati schiacciati con la forchetta
olio evo
Vino bianco per sfumare
sale
pepe
peperoncino fresco 

Pane senza glutine (io ho utilizzato la ciabatta della Nutrifree che ho fatto e congelato già a fette, la ricetta è qui)


Procedimento

Per pulire il pesce procedete così:

Le seppie dovrebbero già essere tagliate a metà, lavatele ed eliminate eventuali pellicine e le sacche con l’inchiostro, per tenere i tentacoli dovete tagliare la testa della seppie dove iniziano i tentacoli, eliminare il becco spingendolo via con il dito. così rimarranno solo i tentacoli tutti uniti.
Per i calamari, eliminate la pelle, estraete la lisca interna, spremetelo e sciaquatelo all’interno per togliere tutte le parti interne.
I gamberi io li ho lasciati con il guscio perché porta molto sapore, comunque è necessario togliere il filetto nero e sarà facilissimo. Basterà prendere il gambero per le punte, piegarlo ancora un po’ in modo che si potrà infilare uno stuzzicadenti tra le pieghe del guscio, infilate lo stuzzicadenti qualche mm sotto la curvatura e tirate verso l’alto con delicatezza, il filetto verrà fuori tutto intero.
La coda di rospo fatevela dare già priva di pelle e possibilmente già divisa in 4 pezzi.
Se volete mettere la sogliola fatela pulire e sfilettare dal vostro pescivendolo.
Tagliate la seppia a striscioline, i calamari ad anelli, il tutto della stessa dimensione.
A questo punto avete tutto pulito e pronto da cuocere per cui possiamo iniziare.
Tritate aglio e prezzemolo e fatelo rosolare in una grande pentola assieme a qualche cucchiaio di olio. Fate attenzione a non bruciare l’aglio, se per caso dovesse succedere vi consiglio vivamente di ricominciare, altrimenti tutto il pesce avrà un cattivo retrogusto di aglio bruciato.
Mettete le seppie e i calamari ed alzate la fiamma, fate rosolare e poi bagnate con vino bianco. Dovrà evaporare per qualche minuto finche non sarà asciutto. 
Versate i pelati schiacciati con la forchetta, un po’ grossolani e aggiungete acqua calda, da coprire il pesce. Cuocete per circa 10 minuti, aggiustate di sale e pepe.
Ora è il turno della coda di rospo, dovrà cuocere dai 5 agli 8 minuti a seconda della grandezza.
Poi per ultimi i gamberoni che avranno bisogno di cuocere circa 5 minuti.
Il guazzetto dovrà risultare un pochino denso, carico di sapori.

Potete mettere il peperoncino fresco a metà cottura.


Prendete delle belle fettone di pane, bagnatelo con un pochino di olio e arrostitelo su una griglia.



Questa ricetta è dedicata a tutte le mamme che non hanno tempo, a tutte le donne che non hanno confidenza con il pesce e che, ogni tanto, vorrebbero cimentarsi anche in questa prova.
Non temete, è facile e l’ho semplificata affinché anche chi non è pratico ai fornelli possa fare una deliziosa zuppetta di pesce da mangiare con un buon pane bruschettato.

Ci sono moltissime varianti di questa delizia ma quella che vi propongo oggi ricorda vagamente il cacciucco alla livornese.

Non ha molto pomodoro ma quel tanto che basta per dare colore e fare un po’ di guazzetto da tocciare il pane. 
Di solito la faccio con molto più pomodoro d’inverno, e la accompagno con la polenta morbida. Oppure ne faccio di più e quel che avanza la uso per condire gli spaghetti… che delizia e che comodità.


Servite tutto con un filo di olio EVO.

Buon appetito!!!